Medicina di Genere: quello che la medicina non ci ha mai detto sulle donne

Sapevate che l’infarto nelle donne non sempre si manifesta con il classico dolore al petto? Può presentarsi con nausea, stanchezza improvvisa, difficoltà a respirare, dolore alla mascella, senso di svenimento. Sintomi che, troppo spesso, vengono sottovalutati — dalle donne stesse, e talvolta dai medici.

Il risultato è che le donne arrivano in ospedale più tardi, con conseguenze cliniche più gravi. Non per negligenza, ma per un sistema che per decenni ha costruito protocolli diagnostici e terapeutici quasi esclusivamente sul corpo maschile.

I dati che parlano chiaro

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nelle donne. In Italia, nel 2012, hanno causato 13.000 morti in più nelle donne rispetto agli uomini — 37.000 decessi femminili contro 24.000 maschili (fonte: ISTAT). L’ictus è la terza causa di morte negli uomini, ma la seconda nelle donne, con danni spesso più gravi nonostante le terapie disponibili (fonte: Ministero della Salute).

Non solo cardiologia. Le malattie autoimmuni della tiroide e la sclerodermia colpiscono le donne 7-10 volte più degli uomini. Dopo i 65 anni, il rischio di Alzheimer per una donna è doppio rispetto a quello di un uomo. La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), storicamente considerata una malattia maschile, colpisce quasi il doppio delle donne, con sintomi spesso più debilitanti (fonte: ISS).

Cos’è la Medicina di Genere

È proprio per rispondere a queste disparità che esiste la Medicina di Genere: una scienza multidisciplinare che studia come sesso e genere influenzano la fisiologia, la fisiopatologia e la clinica delle malattie, per arrivare a diagnosi e terapie basate sull’evidenza — per tutti.

Nel febbraio 2019 la prestigiosa rivista The Lancet ha dedicato un intero numero a questo tema. In Italia, la Legge n. 3 del 2018 ha riconosciuto la Medicina di Genere come ambito essenziale per prevenzione, diagnosi e cura personalizzata.

Non è ideologia. È scienza. Ed è la strada verso una medicina finalmente equa.

Ogni donna merita di essere ascoltata, riconosciuta e curata per quello che è davvero.

Fonti: Ministero della Salute; ISTAT; Istituto Superiore di Sanità; The Lancet, febbraio 2019