Convegno Esercizio Vita: Salute di Genere e Medicina Personalizzata
Il prossimo 7 marzo 2026 Esercizio Vita organizzerà un convegno di grande rilevanza scientifica e sociale: “Salute di Genere e Cronicità: un modello multidisciplinare per una medicina equa e personalizzata”. Un’occasione per fare il punto su dove siamo arrivati nell’applicazione concreta della Medicina di Genere in Italia e quali prospettive si aprono per il futuro.
Ma cosa significa davvero “Medicina di Genere”? E perché è così importante parlarne oggi?
Medicina di Genere: non solo una questione di differenze biologiche
La Medicina di Genere, riconosciuta dalla Legge 3/2018 come ambito essenziale del Servizio Sanitario Nazionale, studia come le differenze biologiche, psicologiche e socioculturali tra uomini e donne influenzino l’insorgenza, la progressione e la manifestazione delle malattie, così come la risposta ai trattamenti.
Non parliamo semplicemente di “curare le donne” o di “medicina rosa”.
Parliamo di un approccio che riconosce che:
- Le malattie si manifestano diversamente: l’infarto, ad esempio, presenta sintomi atipici nelle donne nel 40% dei casi
- I farmaci agiscono in modo differente: dosaggi e metabolismo farmacologico variano significativamente
- Le malattie hanno prevalenze diverse: alcune patologie colpiscono prevalentemente un sesso
- I fattori di rischio possono essere specifici: gravidanza, menopausa, terapie ormonali nelle donne; lavori usuranti più frequenti negli uomini
Le patologie croniche a prevalenza femminile: il peso invisibile
Alcune patologie croniche colpiscono in modo sproporzionato le donne, spesso con diagnosi tardive e percorsi di cura non ottimali:
Malattie reumatologiche
L’artrite reumatoide colpisce le donne con una frequenza 3 volte superiore rispetto agli uomini. Le connettiviti autoimmuni come il Lupus Eritematoso Sistemico hanno un rapporto donna/uomo di 9:1. La fibromialgia, sindrome caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso e affaticamento cronico, colpisce le donne nel 80-90% dei casi.
Queste patologie hanno un impatto devastante sulla qualità della vita: dolore cronico, limitazioni funzionali, affaticamento estremo, disturbi del sonno. Eppure sono spesso sottovalutate, etichettate come “disturbi psicosomatici” o “depressione mascherata”, con ritardi diagnostici che possono superare i 5-7 anni.
Cronicità oncologica al femminile
Il cancro al seno è il tumore più frequente nelle donne, con oltre 55.000 nuove diagnosi all’anno in Italia. Ma la cronicizzazione oncologica porta con sé sfide specifiche: terapie ormonali prolungate, menopausa iatrogena precoce, linfedema, alterazioni dell’immagine corporea, sessualità compromessa.
L’approccio alla cronicità oncologica femminile richiede un’attenzione particolare agli aspetti psicologici, relazionali e all’identità personale, oltre che alla gestione degli effetti collaterali a lungo termine.
Patologie endocrine
Ipotiroidismo, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), osteoporosi: le donne affrontano sfide endocrine specifiche lungo tutto l’arco della vita. La menopausa, in particolare, rappresenta un momento di profonda trasformazione che impatta non solo la salute fisica ma anche l’identità personale e il benessere psicologico.
Il corpo che cambia: pelle, identità e cronicità
La dermatologia è uno specchio della salute generale e delle trasformazioni del corpo femminile. Psoriasi, dermatite atopica, vitiligine, ma anche gli effetti dei trattamenti oncologici sulla pelle: ogni cambiamento visibile ha un impatto profondo sull’identità personale, sull’autostima e sulle relazioni sociali.
La medicina estetica non è “vanità” – è parte integrante della cura della persona che affronta una malattia cronica, un modo per riappropriarsi del proprio corpo e della propria immagine.
La relazione di cura: un elemento terapeutico
Un aspetto spesso trascurato nella gestione delle patologie croniche femminili è la qualità della relazione di cura. La comunicazione medico-paziente, l’ascolto empatico, la validazione dell’esperienza di malattia non sono “extra” – sono componenti terapeutiche essenziali.
Le donne con patologie croniche riferiscono frequentemente esperienze di:
- Sintomi minimizzati o attribuiti a “stress” o “ansia”
- Lunghi iter diagnostici con molteplici specialisti
- Mancanza di coordinamento tra professionisti
- Scarsa attenzione agli aspetti emotivi e relazionali
Un approccio di genere alla cura significa anche formare professionisti sanitari capaci di ascoltare, credere e accompagnare, non solo diagnosticare e prescrivere.
Percezione, movimento e fragilità: il corpo che parla
Le donne con patologie croniche spesso sviluppano un rapporto complesso con il proprio corpo: da strumento di esperienza diventa fonte di dolore, limitazione, tradimento. La riabilitazione attraverso il movimento non è solo recupero funzionale – è un processo di riappropriazione corporea, di dialogo rinnovato con un corpo che “parla” attraverso il sintomo.
La medicina riabilitativa e l’attività motoria adattata lavorano su:
- Percezione corporea e propriocezione
- Gestione del dolore attraverso il movimento
- Recupero della fiducia nelle proprie capacità
- Superamento della kinesiofobia (paura del movimento)
Un modello multidisciplinare: la forza della rete
La gestione ottimale delle patologie croniche femminili richiede un approccio multidisciplinare integrato:
- Medico di medicina generale: prima sentinella e coordinatore delle cure
- Specialisti: reumatologo, oncologo, endocrinologo, dermatologo
- Fisiatra: per la gestione riabilitativa
- Chinesiologo AMPA: per la prescrizione dell’esercizio adattato
- Psicologo: per il supporto emotivo e la gestione dello stress
- Nutrizionista: per l’approccio alimentare personalizzato
Non basta avere professionisti competenti – serve che comunichino tra loro, condividano gli obiettivi, lavorino in sinergia con la persona al centro.
Il convegno del 7 marzo: un’occasione di confronto e crescita
Il convegno che Esercizio Vita organizzerà il 7 marzo 2026 riunirà alcune delle voci più autorevoli della Medicina di Genere in Emilia-Romagna e a livello nazionale:
- Medici di medicina generale che quotidianamente intercettano le prime manifestazioni di malattia
- Reumatologi esperti nella gestione delle connettiviti e della fibromialgia
- Oncologi che affrontano la cronicità tumorale femminile
- Endocrinologi che gestiscono le complesse transizioni ormonali
- Dermatologi attenti all’impatto psicologico delle manifestazioni cutanee
- Chirurghi che comprendono le paure specifiche femminili
- Fisiatri esperti in riabilitazione di genere
- Chinesiologi AMPA specializzati in patologie croniche
- Rappresentanti istituzionali impegnati nella promozione della salute di genere
L’evento, accreditato ECM, rappresenta un’opportunità di formazione, confronto e networking per professionisti sanitari, ma anche un’occasione per le donne con patologie croniche di conoscere nuovi approcci, nuove possibilità, nuove speranze.
Conclusione: verso una medicina davvero equa e personalizzata
La Medicina di Genere non è una moda o una nicchia specialistica – è il futuro necessario della medicina. Una medicina che riconosce le differenze, le rispetta, le integra nella pratica clinica quotidiana.
Una medicina equa non significa trattare tutti allo stesso modo, ma dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno. Una medicina personalizzata non è solo farmacogenomica e target therapy – è anche ascolto, relazione, cura della persona nella sua interezza.
Le patologie croniche femminili meritano attenzione, ricerca, risorse, formazione. Meritano professionisti competenti, approcci innovativi, percorsi di cura integrati.
Il convegno del 7 marzo è un passo in questa direzione. Un’occasione per dire: ci siamo, stiamo lavorando, vogliamo fare meglio.
📅 Sabato 7 Marzo 2026 🕘 Ore 9:00 – 13:00 📍 Sala Conferenze CNA Ferrara
🎓 EVENTO ACCREDITATO ECM
Per informazioni: info@eserciziovita.it | 345 5984607



